Il confine

A San Diego c'è un trolley (a metà tra tram e treno) che percorre il centro sud della città. La linea blu porta a San Ysidro, l'ultima cittadina prima del Messico. I tram si ferma a pochi metri dal muro e dal cancello che separa San Diego da Tijuana. E la vedi davanti a te la caotica città messicana, tutto un ammasso di edifici su colline. Un fiume e un cancello alto tre metri con corrente e filospinato separano gli Usa dal Messico. Fa abbastanza impressione. Anche perché l'ultimo avamposto americano sono un susseguirsi di outlet e centricommerciali dove la lingua più diffusa e le fisionomia sono messicane. Davanti ci sono i soliti negozi e brand, tutto ordinato e pulito, dietro i parcheggi c'e' il muro e la polizia che controlla il confine e dei lampioni alti decine di metri per illuminare a giorno il border e continuamente passa l'elicottero americano di pattuglia.

A circa 6-7 chilometri c'e' il parco che porta sull'oceano dove spesso si fanno manifestazioni pro rifugiati. Volevo andarci ma i miei piani sono saltati miseramente. Innanzitutto ho buttato via 40 euro di carica telefonica perché essendo vicino al confine e' scattato il roaming internazionale e quando ho capito quello che stava succedendo avevo già perso metà del credito. Ho dovuto bloccare internet e così non ho potuto cercare le biciclette dei vari servizi di bikesharing e anche se l'avessi trovata non avrei potuto sbloccarla. Ho provato ad avviarmi a piedi... ma dopo 40 minunti di cammino su una specie di autostrada assolata ho girato i tacchi e son tornato indietro (naturalmente non esistono bus che portano a sto parco). Ho trascorso il resto del tempo nei negozi dell'outlet ma senza la voglia di fare shopping. In ogni caso dopo un bicchierone di caffè e il big Mac ho gironzolo per il confine facendo foto e ho perso altri 40 euro al cambio... sono un babbazzo.
Di ritorno sul trolley mi sono fermato al Barrio Logan, un tempo malfamato quartiere dei portuali di San Diego, oggi vivace quartiere messicano sotto i piloni di un enorme cavalcavia con murales chicani, qualche galleria d'arte e molti ragazzi, bambini e famiglie in puro stile messicano. 
Di ritorno a casa sul bus 30 eravamo io e una bella e giovane ragazzina bionda. A metà percorso e' salita un'altra ragazza mora e dalla fisionomia latina. Era la fidanzata della bionda. Mi e' rimasto impresso il sorriso di quest'ultima è poi il suo sguardo perso e felice per tutto il percorso. Che invidia! 

Conclusione: ho perso 80 euro. Non sono riuscito a fare quello che volevo. Ho interagito con un vecchietto che mi ha aiutato a scegliere il bus giusto. Ho dato un dollaro ad un homeless. Ho usato la bici condivisa tramite app. Ho goduto come spettatore del sorriso di una giovane innamorata.



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