Ingresso in Messico. A San Diego da poco hanno costruito un ponte che porta direttamente all'aeroporto di Tijuana in meno di 20 Min controlli compresi. L'impatto e' surreale: dall'ordine surreale made in Usa al caos totale; dall'assettico alla contaminazione. L'aeroporto e' in espansione e ci sono lavori in corso detto questo capire a quale Gate dirigersi e' impossibile, masse umane sempre pronte a bere e mangiare, hostess con microfono che urlano, cartelli sbagliati, indicazioni fuorvianti. Non sto esagerando. Il fratello si comporta bene, e' simpatico e molto gentile (oltre che generoso). Con noi c'e' una ragazza molto carina che dimostra 20 anni ma ne ha 31. E un tipo strambo, taciturno, vestita da motociclista ma con una figura esile e diafana: si chiama September ed e' mezza canadese e mezza hawaiana. E' una studentessa del fratellone, incaricata di tradurre dallo spagnolo. E a città del Messico ci siamo incontrati con un ragazzotto di Rode Island, linguista nerds che mi ricorda tanto un vecchio amico.
Da Tijuana si vola per 3 ore a Città del Messico poi un'altra ora per Tuxla Gutierrez, infine un'ora di auto per passare da 300 m a 2100 metri sul livello del mare. La strada principale, ampia e in ottimo stato, era interrotta per colpa di un autocisterna ribaltata, così il viaggio e' diventato di due ore, in mezzo al nulla, passando ogni tanto per casupole, cani randagi, bambini polverosi per strada. Il paesaggio al tramonto lascia meravigliati: un po' bosco un po' giungla, priva di insediamenti umani per chilometri.
L'arrivo a San Cristobal e' stato traumatico: code, traffico, casino. Il pensiero che per ora ho fatto e' che e' una grande bugia, intendo San Cristobal. Tuttavia siamo stati alla cooperativa zapatistas e con 20 dollari abbiamo mangiato in a bonanza in tre. Posto carino con musica dal vivo (un gruppo pieno di pathos e malinconia).
Ero preparato, ma vedere le donne e le bambine indigene coperte di vestiti e stoffe tradizionale vagare distrutte e assonnato tra i turisti mi mette una tristezza poco rappresentabile a parole.
Domani e' un otros Dias.

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